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Bologna: suicidio in questura, telecamere ancora ko

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di Giuseppe Baldessarro

 

La Repubblica, 12 ottobre 2017

 

Dopo la morte di Oumar Ly Cheikou, anche il Garante per i detenuti conferma che il sistema non è funzionante. Sono ancora fuori uso le telecamere di sorveglianza delle celle di sicurezza della questura. Lo ha constatato il garante per i diritti dei detenuti del Comune di Bologna, Antonio Ianniello, che a distanza di due settimane ha svolto un sopralluogo nei locali dove, il 23 settembre, si è suicidato Oumar Ly Cheikou, il senegalese di 39 anni arrestato per maltrattamenti in famiglia. Secondo il resoconto dell'ispezione, le camere di detenzione temporanea sarebbero adeguate dal punto di vista della sicurezza e del decoro, ma resta il nodo del mancato funzionamento degli occhi elettronici e della "mancata predisposizione, all'interno delle camere, di un pulsante che permetta di chiamare l'agente in caso di necessità". Il secondo rilievo non viene considerato decisivo in caso di suicidio, mentre telecamere efficienti avrebbero potuto consentire un intervento tempestivo degli agenti di guardia.

A distanza di diversi giorni dalla morte del senegalese, dunque, l'amministrazione della polizia non ha ancora provveduto a risolvere il problema del sistema di videosorveglianza a circuito chiuso, più volte segnalato dai sindacati. Sul fronte dell'inchiesta penale, condotta dalla procura (nel registro degli indagati sono stati iscritti i due giovani poliziotti che erano di turno quel giorno, accusati di omicidio colposo), le prime risposte potrebbero arrivare nelle prossime settimane. La pm Gabriella Tavano è in attesa dell'esito ufficiale dell'autopsia che, informalmente, sarebbe stata anticipata e che confermerebbe la morte per impiccagione.

La perizia sul corpo del senegalese andrà a completare la relazione stilata dalla squadra Mobile e, a quel punto, la procura sarà nelle condizioni di decidere in che direzione procedere. Qualora non emergessero elementi di novità, tutto lascia pensare ad una richiesta di archiviazione per i poliziotti. Tutta da vedere invece la questione relativa ad eventuali negligenze sul piano disciplinare. Al momento, in attesa dell'esito dell'inchiesta della procura, i vertici della questura non hanno avviato procedimenti nei confronti dei poliziotti di turno, nè di altri.

 

 

 

 

 

 

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