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Bologna: si consolida "Fare impresa in Dozza"

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farodiroma.it, 14 aprile 2019

 

È stato un giovane detenuto di fede islamica, Isham, a spiegare a monsignor Matteo Maria Zuppi la filosofia delle Officine Dozza che operano nel carcere di Bologna. "In questa officina - ha detto il giovane accogliendo il presule in visita al carcere - convivono persone di nazionalità e religioni diverse, ci rispettiamo. Stiamo imparando a usare testa e mani in un altro modo. E io sogno, un giorno, di diventare un tutor come i nostri tutor, che ci insegnano la vita oltre la meccanica".

"I detenuti vedono già un pezzo di futuro qui", ha commentato monsignor Zuppi che ha annunciato l'ingresso nell'iniziativa della Faac, la grande impresa dei cancelli ora di proprietà della sua diocesi grazie a un lascito tesamentario. La Faac diventerà la quarta azienda che varcherà fisicamente la soglia del carcere della Dozza, per affiancarsi a Marchesini Group, Gd e Ima, i tre colossi dell'industria bolognese che, nel 2012, da concorrenti sono diventati soci, dando vita a Fid, Fare Impresa in Dozza.

Un'officina meccanica con 37 dipendenti che sta diventando un'occasione di riscatto per i detenuti del carcere, come ha confermato la direttrice del carcere, Claudia Clementi: "questo è un lavoro vero. Un'ampia percentuale di chi ha lavorato in Fid, ha poi trovato un'occupazione anche fuori e questo è l'obiettivo per cui lavoriamo ogni giorno".

Fare Impresa in Dozza - Impresa sociale Srl, è nata nel maggio 2012, all'interno della Casa Circondariale di Bologna, dall'idea del presidente della società Giorgio Italo Minguzzi che è riuscito a mettere in connessione la formazione professionale, le istituzioni e tre giganti della Packaging Valley come G.D., IMA, e Marchesini Group. Si tratta di un'esperienza unica in Italia il cui obiettivo è quello di fornire ad alcuni detenuti, attraverso la realizzazione di lavori di carpenteria, assemblaggio e montaggio di componenti meccanici, una opportunità di lavoro stabile e duraturo, recuperabile una volta concluso il periodo detentivo.

La specializzazione dell'azienda riguarda il settore del packaging e dell'automazione industriale, nell'ambito della produzione delle tre aziende sostengono l'iniziativa. Fondazione Aldini Valeriani è coinvolta sia in quanto socia, insieme a GD, IMA e Marchesini Group, che per quanto concerne l'organizzazione della parte formativa propedeutica all'ingresso in azienda, curata nello specifico dall'Area IeFP e Progetti di Inclusione. Un altro aspetto interessante dell'esperienza è stato quello di identificare negli operai in pensione i tutor della formazione per il trasferimento delle conoscenze estremamente specializzate che sono necessarie a svolgere il compito professionale richiesto.

 

 

 

 

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