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Dire, 4 giugno 2012
Meglio fare verifiche in più, dopo la nuova scossa di ieri sera, ma il terremoto non ha creato inagibilità o altre situazioni critiche alla Dozza, visitato questa mattina dal ministro della Giustizia, Paola Severino.
Solo qualche crepa, dunque, su cui in via precauzionale il ministro ha chiesto nuove verifiche, e tanta buona volontà tra detenuti (uno ha chiesto di poter andare a lavorare per aiutare i terremotati) e agenti in servizio, tutti presenti nonostante molte delle loro famiglie si trovino nelle tende. Lo spiega il ministro Severino lasciando il carcere dopo la visita: “La situazione di stabilità del carcere è tranquilla e tranquillizzante, ci sono alcune crepe interne ma ci sono già stati i sopralluoghi. Io ho chiesto comunque, in un paio di punti, di farne degli altri, dopo le scosse di questa notte, per essere ancora più tranquilli”. Quanto ai detenuti, “reagiscono con una forza straordinaria, li ho trovati sereni e motivati”, dice Severino, sottolineando che “uno di loro ha fatto la stessa proposta che io ho fatto stamattina: chiedeva perché non possiamo mandarli a lavorare per la ricostruzione”. La Dozza, afferma Severino, “è un carcere che ha una direzione straordinaria, tutti gli agenti sono motivatissimi. Nonostante molti di loro abbiano le famiglie che sono nelle tendopoli o nelle roulotte, erano tutti in servizio. È una cosa straordinaria che va detta perché si sappia, tutto quello che potremo fare per aiutarli lo faremo”. l ministro, nel suo giro del carcere, ha visitato i diversi reparti e anche il capannone in cui sorgerà a breve un laboratorio di falegnameria. Le celle, all’interno dei vari reparti della Dozza, erano tutte aperte, come è stato disposto dalle direzioni dopo gli eventi sismici. Molti detenuti sono andati incontro al ministro, spiega la sua portavoce, e l’hanno salutata, o si sono fermati a parlare con lei. Quando ha lasciato il reparto detenuti comuni è scattato un applauso. Nel suo sopralluogo, Severino ha visitato anche il reparto femminile ed è passata davanti anche alla cella di Anna Maria Franzoni. Era l’unica chiusa e la donna è rimasta all’interno. “Ci hanno detto che non voleva vedere nessuno”, dice la portavoce del ministro.Alla Dozza numeri spropositati, servono interventi strutturali contro sovraffollamentoNegli ultimi anni al carcere della Dozza di Bologna si è registrato un “incremento assolutamente significativo”. Per cui, “al di là di quello che si può fare in via di emergenza per alleggerire la situazione del carcere, gli interventi devono essere strutturali, perché il numero di detenuti rispetto alla capienza di questo carcere è certamente spropositato”. Lo dice il ministro della Giustizia, Paola Severino, questa mattina in visita al carcere bolognese della Dozza. È una struttura su cui “bisogna intervenire come in altre situazioni in cui il sovraffollamento si fa sentire”, dice il ministro, che oggi ha annunciato una serie di trasferimenti di detenuti fuori regione per alleggerire le carceri emiliane (in particolare quelle di Bologna e Modena) dopo le difficoltà create dal sisma.
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