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Bollate (Mi): progetto Ri-genera, nuova opportunità per detenuti dalle macchine da caffè

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di Nadia Rossi

 

bargiornale.it, 16 aprile 2019

 

Un'attività lavorativa ad alto indice di professionalità nel carcere di Bollate nata dalla collaborazione tra la Cooperativa sociale bee.4 altre menti e alcune aziende del mondo delle macchine per il caffè.

Un'interessante iniziativa ad alto impatto sociale si svolge all'interno del carcere di Bollate. Nato nel 2016, dalla collaborazione tra la Cooperativa sociale bee.4 altre menti e importanti case di produzione di macchine da caffè dei settori domestico e vending, il progetto Ri-genera ha l'obiettivo di favorire il riscatto sociale attraverso il lavoro e il reinserimento professionale.

A tal fine è stata allestita un'officina di oltre 400 mq, dove lavorano i detenuti insieme ad un team di professionisti che li aiutano a diventare tecnici autonomi in diversi ambiti quali la meccanica, l'elettronica, la componentistica, acquisendo competenze forti, spendibili in una carriera professionale. L'officina è suddivisa in funzione della specializzazione tecnica in tre settori di intervento: macchine professionali da bar, distributori automatici del settore vending, macchine da caffè a capsula Ocs.

Delle macchine prese in carico vengono effettuate riparazioni, revisioni e "messe a nuovo" o rigenerazioni, con l'obiettivo di restituire valore ed efficienza a ciascun macchinario allungandone il ciclo di vita e di funzionamento. Dopo lo smontaggio le componenti in plastica e metallo, sono pulite mediante l'uso di vaporizzatori ad alta pressione, bagni acidi e sabbiatrici. In fase di assemblaggio vengono montati kit standard in base alle tipologie di apparecchiature, che infine sono chiuse e protette in modo per essere trasportate in sicurezza. Delle macchine prese in carico vengono effettuate riparazioni, revisioni e "messe a nuovo" o rigenerazioni.

"Vogliamo essere riconosciuti per il fatto di essere bravi nel nostro lavoro e competitivi nei prezzi, oltre che portatori di un messaggio importante: la possibilità di creare un carcere utile esiste anche e soprattutto nelle nostre pratiche di lavoro - afferma Pino Cantatore, socio fondatore della Cooperativa sociale bee.4 altre menti -. Tutti abbiamo bisogno di rieducarci all'idea di un carcere utile, capace di essere di servizio a chi vive fuori e di proporre servizi ben fatti". Scegliere di affidarsi al progetto Ri-genera significa optare per un modello di economia che riduce i costi di gestione e l'impatto ambientale legato allo smaltimento dei rifiuti, valorizzando le competenze e rinnovando il valore del proprio investimento in macchinari.

"La sfida - prosegue Cantatore - è riuscire a creare un legame duraturo tra la dimensione della qualità e i luoghi di pena. Per farlo abbiamo bisogno di lavorare su due piani: internamente investendo sulle persone che hanno fame di sapere e voglia di costruire un futuro differente, valorizzando le competenze esistenti o formando le persone; all'esterno abbiamo bisogno di fare cambiare la mentalità delle persone rispetto al carcere e ai luoghi di pena, ripensando lo stereotipo che vorrebbe confinare là dentro esclusivamente aspetti negativi.

Tutti abbiamo bisogno di rieducarci all'idea di un carcere capace di essere di servizio a chi vive fuori e di proporre servizi ben fatti. Fortunatamente nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito, grazie alla disponibilità dell'Amministrazione Penitenziaria e allo spirito di iniziativa del mondo delle imprese, alla nascita e al consolidamento di progettualità interessanti e ricche di potenziale. Vogliamo collegarci a questo filone, candidandoci ad essere un partner serio e affidabile di chi opera nel settore dell'erogazione di caffè e della distribuzione automatica". A tal fine sono continue la ricerca verso il miglioramento e l'attenzione a rendere più consistente la base dei clienti, dimostrando rapidità nella risposta e lavori eseguiti con cura e attenzione.

 

 

 

 

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