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Belluno: carcere di Baldenich, sfida a calcio tra le sbarre

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di Alessia Trentin

 

Il Gazzettino, 2 dicembre 2018

 

Partita di calcio nel campo del carcere tra detenuti con figli e altri senza prole. I bambini non c'erano, il campetto è troppo piccolo per permettere vere partite. Tuttavia al carcere di Baldenich ieri alle 10.30 è stato ugualmente dato il fischio d'inizio alla sfida promossa dall'associazione Bambini senza sbarre per sensibilizzare sulla condizione dei figli di carcerati. Una proposta lanciata a livello nazionale, raccolta anche dal penitenziario di Belluno.

Le dimensioni del campetto e la mancanza di spazio ai lati per il pubblico hanno però imposto una modifica: in campo sono scesi non i padri carcerati e i loro figli, ma i detenuti con prole in sfida contro quelli senza prole. Il valore dato alla mattinata era lo stesso. Cinque contro cinque, il piccolo spazio permette solo il calcetto.

Erano le 10.30 circa quando dieci carcerati con la casacca colorata per differenziare le due squadre e i pantaloncini corti d'ordinanza, sono usciti dal loro reparto nella sezione maschile per raggiungere il mini campo di ghiaia. Felici, nonostante il terreno di gioco inadatto, piccolo e mal attrezzato. Con loro volontari del Csi, presente in carcere ogni sabato pomeriggio per stimolare all'attività sportiva. "Sono stati proposti vari sport spiega l'educatrice, Lina Battipaglia -, ma quello che va per la maggiore è senza dubbio il calcio. Durante la settimana chiediamo chi vuole giocare, così gli operatori del Csi arrivano e trovano le squadre già formate. Se qualcuno aderisce, prende dunque l'impegno, ma poi non si presenta allora questo viene considerato negativamente".

Lo spazio per l'attività sportiva è un rettangolo circondato da muri, con sabbia a terra e protezioni blu agli angoli delle pareti, per proteggerli dal pallone. Quando piove molto si allaga. Non cresce l'erba e non è attrezzato se non con due porte. La direttrice Tiziana Paolini ha segnato in agenda il suo rifacimento, ma finora ci sono sempre stati interventi più importanti e più urgenti agli interni della struttura. Forse in futuro, se arriveranno finanziamenti esterni, il sogno si realizzerà.

Al momento una parte della sezione maschile è occupata dagli operai e i suoi ospiti sono stati spostati in altre strutture penitenziarie. Si sta implementando l'impianto elettrico per permettere di sostituire i fornelli a gas con piastre elettriche. Più sicure e più comode.

"I detenuti possono cucinare da sé in cella spiega Paolini -, anche se le cucine forniscono pasti a colazione, pranzo e cena. Due volte la settimana c'è la possibilità di acquistare prodotti dal punto vendita interno". Con l'occasione si stanno anche rinfrescando i muri delle con una mano di pittura e si effettuano piccole manutenzioni per migliorare la vivibilità. Il tutto grazie a finanziamenti dell'Associazione Esodo, che riceve a sua volta fondi dalla Fondazione Cariverona.

 

 

 



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