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Bambini senza barriere

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di Gian Luca Pasini

 

Gazzetta dello Sport, 5 dicembre 2016

 

Un match di calcio per sostenere la Campagna sui diritti dei bambini figli di detenuti: grazie alla collaborazione del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria Bambinisenzasbarre organizza la seconda edizione della partita di calcio negli istituti di reclusione su tutto il territorio nazionale.


I detenuti con e senza figli si sfidano per dare voce e visibilità ai bambini - oltre 100 mila ogni anno in Italia - che hanno un genitore recluso, per sensibilizzare istituzioni, sistema carcerario, Media e opinione pubblica affinché non vengano emarginati solo perché figli di detenuti.
L'adesione è altissima: si gioca a Dicembre in tutte le regioni italiane. I calciatori scenderanno in campo con la maglietta di Bambinisenzasbarre, azzurra e gialla come i colori dell'associazione e con la scritta "I diritti dei grandi iniziano dai diritti dei bambini". Le famiglie potranno assistere alle partite, e i bambini tifare per il loro papà in campo. In totale si giocherà in circa 30 istituti penitenziari, a partecipare saranno oltre 400 persone detenute.
L'iniziativa ha come obiettivo l'apertura del carcere al territorio e alla comunità: per questo anche gli istituti che non hanno a disposizione un campo da calcio parteciperanno con creatività. Nella casa circondariale di Ravenna, ad esempio, si giocherà a ping pong, a Novara a calcio balilla, mentre a Civitavecchia le squadre si sfideranno a pallavolo. A Benevento i detenuti calciatori potranno eleggere i propri presidenti e allenatori tra i compagni.
La "Partita di calcio Bambinisenzasbarre" fa parte delle iniziative all'interno della Campagna nazionale di sensibilizzazione "Non un mio crimine, ma una mia condanna. I diritti dei grandi iniziano dai diritti dei bambini", per promuovere dal 20 Novembre al 20 Dicembre la "Carta dei figli dei detenuti" rinnovata lo scorso settembre dal ministro Orlando, dalla Garante dell'Infanzia Albano e da Bambinisenzasbarre e per portare all'attenzione il tema dei 100mila bambini che entrano ogni giorno ogni anno in carcere per mantenere il legame con i propri genitori, e che oggi vedono riconosciuti i propri bisogni trasformati in diritti.
L'esperienza della Carta dei figli dei detenuti ha portato l'Italia a essere capofila a livello internazionale. L'Intergruppo del Parlamento Europeo per i diritti dell'infanzia ha deciso di proporre formalmente che la Carta dei figli dei detenuti italiana sia adottata da tutti i Paesi dell'Unione Europea. In queste settimane i deputati del Parlamento Europeo stanno raccogliendo le firme necessarie alla Dichiarazione Scritta n.84, per avviare l'iter di adozione della Carta italiana. Passaggio cruciale è la presentazione, il prossimo 30 novembre a Bruxelles, della Carta ai deputati europei da parte di Bambinisenzasbarre e dal Ministero di Giustizia del nostro Paese. La dead-line per raggiungere il quorum delle adesioni è il 12 dicembre.
Anche la rete Cope (Children of Prisoners Europe), costituita da 21 Ong di altrettanti Paesi (Bambinisenzasbarre fa parte del board), ha chiesto, attraverso i suoi membri, che i rispettivi governi adottino una Carta simile a quella italiana. Per sostenere le attività di Bambinisenzasbarre è possibile donare visitando il sito dell'Associazione (bambinisenzasbarre.org) o scaricare l'app Satispay.

 

 

 

 

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