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Arezzo: calano i reati ma cresce la paura, la metamorfosi dell'ex provincia felice

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di Laura Montanari

 

La Repubblica, 1 dicembre 2018

 

Il cartello che aveva attaccato al cancello del giardino fino a pochi giorni fa, diceva: "In questa casa ci sono due cani, due pistole ed io. Entra se vuoi, ma per uscire raccomandati a Dio". A scriverlo non è un gangster dal grilletto facile, ma Nello che di mestiere va in giro a vendere il panino con la porchetta a Monte San Savino.

E Nello non vive nel Bronx, ma in una villetta della frazione di Santa Caterina. La paura è arrivata fino a qui, ha scalato le curve della strada in collina, lungo una campagna di olivi e di viti, la Toscana aretina dei casolari, della bio agricoltura e della vita slow. La paura, il barista del Karisma, disco bar nella piana industriale di Monte San Savino, la conosce: "Tredici furti negli ultimi anni, nemmeno li denuncio più, però la porta o la finestra scardinata la devo aggiustare io", dice circondato da telecamere di sicurezza.

Fredy Pacini del "Gomme Service" qui lo conoscono tutti, e quasi tutti sono dalla sua parte: ha sparato e ucciso uno dei due ladri entrati nell'officina-negozio di biciclette da corsa. "Fredy uno di noi" si legge su centinaia di volantini appesi alle vetrine o sui muri. "Prima di giudicare dovete conoscerlo: a 15 anni viveva già in officina con suo padre, una vita di sacrifici", ricorda Paolo Caporali, macellaio, che con Fredy è cresciuto in paese.

"Io la pistola non la voglio, ma capisco chi la tiene in casa" aggiunge, due furti in vent'anni. "Le sembrano pochi? I furti ti segnano per sempre". Eppure qui tutta questa emergenza, dai dati della prefettura di Arezzo, non sembra esserci. I furti (dall'auto, al cellulare, ai negozi, alle case) scendono in provincia da 5.795 del 2015 a 4.551 del 2017 e quest'anno, dato aggiornato al 27 novembre, siamo a quota 3.675.

A Monte San Savino passano dai 181 di tre anni fa ai 147 dell'anno scorso, agli 85 di quest'anno (dato provvisorio). E negli esercizi commerciali nel 2018 ne è stato registrato soltanto uno. Com'è allora che il sindaco di centrodestra di Arezzo, Alessandro Ghinelli, scrive alla prefettura perché vuole l'esercito nelle strade? "Perché cosi possono fare sorveglianza antiterrorismo e carabinieri e polizia concentrarsi sul territorio", spiega. Il tema della sicurezza è diventato un ordigno ideologico molto prima del tweet di Salvini per Fredy, qui la Lega soffia sulle paure e sull'importazione della criminalità: "1 ladri vengono da fuori", è il pensiero comune.

La percezione della paura è un sentimento che esce dai grafici e dai binari delle statistiche, pesca nei ricordi, c'è chi parla di un furto di dieci anni fa come fosse ieri. L'ultima classifica sulla qualità della vita nelle città pubblicata da Italia Oggi, vede Arezzo al ventesimo posto recuperando 13 posizioni, su quella del Sole24Ore è al ventunesimo. Insomma da queste parti non si dovrebbe stare così male.

"Qui si viveva con le porte aperte fino a vent'anni fa - spiega Giacomo Bischeri, impiegato comunale - la gente fa fatica a pensare di dover mettere gli allarmi per andare a dormire e chiede più rigore. Quello che è accaduto ci ha sconvolto, ci dispiace, in paese ci conosciamo tutti per nome...". Le telecamere della videosorveglianza sono arrivate anche in agriturismi e coloniche: "Per forza, oltre ai raccolti, rubano gli attrezzi", dice un pensionato che ammette di avere in casa un paio di fucili ("però li uso per i cinghiali").

Arezzo è una provincia adesso a trazione di centrodestra che la sinistra ha perso, ma a Monte San Savino la sindaca di area Pd, Margherita Scarpellini, è stata riconfermata due anni fa: "Quando facciamo le riunioni in prefettura ci spiegano che non c'è una emergenza criminalità". Invece la gente si lamenta, dicono che nemmeno vanno più a presentare le denunce "tanto non servono", "i ladri non li prendono" e "se li prendono, li rimettono fuori".

"Ho chiesto più volte rinforzi - riprende Scarpellini - ma la caserma dei carabinieri, per esempio, la sera chiude e se c'è un allarme devono venire da Cortona". Cioè a 35 chilometri. Lì, la sindaca è Francesca Basanieri, 39 anni, del Pd: "È inutile guardare i numeri delle denunce e dire "state tranquilli". Serve una nuova cultura della protezione sociale".

Gruppi WhatsApp di vicinato, più dialogo coi cittadini. "Le frazioni si spopolano, chi resta va aiutato. La paura nasce dalle insicurezze sociali ed economiche e ha molte radici. Abbiamo riaperto una vecchia scuola trasformandola in un circolo - racconta, chiediamo agli abitanti di prendersi cura dei giardini, dei canili, delle aiuole.

Aiuta a tenersi in contatto, a recuperare un senso di comunità". Quello che Fredy Pacini, rintanato nella sua stanza soppalcata, di guardia come una sentinella dentro l'officina di via Costituzione, in quella vita a rovescio e reclusa, forse non riusciva più a sentire.

 

 

 



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