Annamaria Bernardini de Pace: "Serve una supervisione sull'operato dei giudici"

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di Valentino Di Giacomo

 

Il Mattino, 14 marzo 2019

 

"La sentenza di Genova mi ha lasciato di stucco, ma ormai non è l'unica di questo tenore, stiamo assistendo ogni giorno a decisioni di giudici completamente fuori dalla giurisprudenza e, soprattutto, fuori dai tempi in cui viviamo".

Annamaria Bernardini de Pace, avvocato specializzato nel diritto alla famiglia, scrittrice e giornalista di successo, è incredula rispetto al caso di Genova in cui i giudici hanno dato l'attenuante della "delusione" all'uomo che ha ucciso la compagna.

 

Come è possibile leggere ancora sentenze del genere?

"Non riesco a spiegarmelo, sembra essere arrivati ad una deriva degli anni 50, ormai siamo quasi al delitto d'onore e a quando era ancora contemplato. E come dire a quella donna di essersela cercata perché doveva sottostare al volere del suo aguzzino. Mi sembra una sentenza che non solo non rispetti le verità processuali, ma anche l'etica comune e il buon senso".

 

Il caso ha fatto talmente scalpore che ha reso necessario anche un commento del ministro Bonafede.

"Comprendo che anche il ministro possa restare basito da questo genere di sentenze. Se proprio vogliamo trovare una soluzione a questo tipo di decisioni allora non c'è altra via che istituire delle figure terze che vadano a supervisionare l'operato dei giudici in maniera costante. Serve una commissione di supervisori. Tutti gli albi professionali ormai prevedono dei corsi di aggiornamento, ma persino per avere il rinnovo della patente bisogna dimostrare di essere in grado di poter proseguire a guidare e invece non c'è nessun tipo di controllo dei magistrati. Si faccia così anche con i giudici, si tratta pur sempre di persone che decidono della vita di altre persone e non è possibile che non siano sottoposte ad un monitoraggio. Così restano e resteranno sempre al di sopra della legge. Poi è stata istituita la responsabilità civile dei magistrati, mi chiedo perché questa legge non è mai stata applicata, si dà la sensazione che in qualsiasi mestiere si paghino gli errori commessi tranne che per i magistrati".

 

Non è stato l'unico caso negli ultimi giorni di sentenze particolari...

"Oggi a Milano non è stato messo in carcere l'aggressore del figlio di Stefano Bettarini e Simona Ventura perché aveva problemi di droga. L'altro giorno il caso della ragazza stuprata che è stata definita brutta nella sentenza e quindi non poteva subire uno stupro. Siamo davvero ritornati agli anni 50. Oggi tutti vengono messi sotto accusa per l'uso di parole sbagliate, sulla scia di questo insopportabile politically correct, ma poi con parole inappropriate dei magistrati concedono attenuanti a chi ammazza, a chi rapina, a chi stupra. Non so, forse i giudici sono anche condizionati dai media, altrimenti non mi spiego questa deriva".

 

Nella sua attività le è capitato di osservare sentenze particolari?

"Certo, tanti bimbi assegnati in case famiglia quando non ce n'era assolutamente bisogno, ma ho incontrato anche molti giudici bravissimi in grado di leggere ogni situazione e rispettare le esigenze dei minori. Non si possono attaccare indistintamente tutti i magistrati, ma serve una supervisione del loro operato proprio per premiare chi è in grado di svolgere correttamente un lavoro che va ad incidere sul destino della vita delle persone e della società in cui viviamo. E magari anche punire chi invece non è più in grado".