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Addio caporalato, 5 proposte italiane contro la schiavitù moderna

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di Diana Cavalcoli

 

Corriere della Sera, 10 agosto 2018

 

Dopo la tragedia dei braccianti morti a Foggia si torna a parlare di caporalato. Ma una filiera etica per il pomodoro è possibile. Ecco 5 idee innovative che lo dimostrano. La prima si chiama Funky Tomato. La società campana assume direttamente i braccianti agricoli, migranti provenienti da Ghana, Gambia, Burkina Faso con un contratto regolare, li forma e li alloca sui terreni di agricoltori.

Ma solo dopo la firma di un contratto di rete in cui si prevede la sottoscrizione di un disciplinare etico. In questo modo i caporali vengono tagliati fuori e ai braccianti vengono garantite condizioni lavorative dignitose. L'obiettivo della società è trasformare in futuro Funky Tomato in una sorta di ente di certificazione etica della filiera, che svolga anche attività di formazione per le persone svantaggiate, italiane o straniere.

Lavoro e "Diritti a Sud" - Controllo della filiera e garanzie per i lavoratori. Sono questi gli obiettivi dell'associazione "Diritti a Sud" che grazie al progetto "Sfruttazero" sta provando a contrastare lo sfruttamento. Come? Favorendo l'inserimento lavorativo di migranti e proponendo al contempo un modello di economia etico e alternativo a quello tradizionale. L'iniziativa è partita in collaborazione con l'associazione "Solidaria di Bari" nel 2015 e consiste nella produzione di salsa di pomodoro ad opera di migranti, ma anche precari e disoccupati italiani. La fase di avviamento della produzione è stata sostenuta grazie al crowdfunding. Diritti a Sud controlla l'intera filiera produttiva e cura tutte le fasi di lavoro: dalla scelta del terreno alla raccolta dei pomodori fino alla distribuzione della salsa fuori dai circuiti della grande distribuzione organizzata. Le passate sono vendute nei Gas, gruppi di acquisto solidali, alle fiere o nelle botteghe equo-solidali oltre che ai privati.

Sos Rosarno - Sos Rosarno si batte contro lo sfruttamento dei lavoratori di origine straniera impiegati nella raccolta di arance e mandarini. Dove prima c'era caporalato e lavoro nero ora ci sono contratti in regola; e dignità. Banca Etica ha finanziato l'avvio di questa coraggiosa attività che sta dando ottimi frutti, anche grazie alla vendita diretta dei prodotti ai Gruppi di Acquisto Solidale (Gas) che sottrae la filiera ai ricatti della grande distribuzione.

La Fiammante - "Un'altra agricoltura è possibile, doverosa, necessaria. Facciamo filiera, insieme". Così si legge sulla pagina Facebook de "La Fiammante", storica azienda campana con 50 anni di esperienza e riconosciuta da enti certificatori nazionali e internazionali. La società tutela il valore del lavoro contadino attraverso accordi diretti che garantiscono il giusto prezzo (concordato in largo anticipo sulla campagna) e il necessario sostegno agli agricoltori lungo le diverse fasi di produzione.

Pietra di scarto - La Cooperativa Sociale "Pietra di Scarto" nasce nel 1996 a Cerignola con l'obiettivo di realizzare l'inserimento lavorativo di persone in difficoltà. Oggi si occupa di produrre conserve e sughi garantiti, realizzati "con pomodori liberi dal caporalato nel pieno rispetto dei lavoratori e dell'ambiente". Il progetto è stato realizzato grazie a una raccolta fondi che, con l'aiuto di Banca Etica, è arrivata a 8mila euro.

 

 

 



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