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Torino: la Garante dei detenuti; nel 2013 registrati 141 ingressi all'Ipm e 167 al Cpa

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Adnkronos, 4 aprile 2014

 

Nel 2013 gli ingressi all'Istituto Penale Minorile (Ipm) "Ferrante Aporti" di Torino sono stati 141, dei quali 43 provenienti da fuori distretto, con il 74% di stranieri, in maggioranza di Marocco, Senegal e Romania. A prevalere sono i reati contro il patrimonio, con 91 casi.

I dati dell'anno scorso sulla giustizia minorile nel distretto di Torino, elaborati dal Centro per la Giustizia Minorile di Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria e Provincia di Massa Carrara, sono stati illustrati oggi dal Garante per i diritti dei detenuti della Città di Torino, Maria Pia Brunato, nel corso di una riunione congiunta delle commissioni comunali Pari opportunità e Servizi sociali. I principali motivi di ingresso nell'istituto minorile sono stati la custodia cautelare (5 italiani e 17 stranieri provenienti dal Centro di Prima Accoglienza), l'aggravamento di misura (2 italiani e 22 stranieri) e i trasferimenti da altri istituti (12 italiani e 25 stranieri).

Per quanto concerne il Centro di Prima accoglienza (Cpa) "Uberto Radaelli", che garantisce la presa in carico immediata dei minori, nel 2013 si è registrato un incremento degli ingressi, che sono diventati 167, una ventina più dell'anno precedente, con 474 giornate di presenza. In prevalenza si è trattato di stranieri e nomadi, con un 36% di marocchini, 23% di romeni e, con forte incremento rispetto al 2012, 27% di senegalesi e centroafricani.

L'87% dei minori transitati per il Cpa Radaelli ha concluso la sua permanenza nel servizio con l'udienza di convalida: da parte del gip le misure cautelari detentive applicate sono passate dal 9% del 2012 al 15% dell'anno scorso. Sono comunque prevalse soluzioni quali il collocamento in comunità (24%), la permanenza in casa (23%) o la prescrizione (15%).

I reati prevalenti sono quelli contro il patrimonio, con 91 casi. I principali motivi di ingresso al Ferrante Aporti sono stati la custodia cautelare (5 italiani e 17 stranieri provenienti dal Centro di Prima Accoglienza), l'aggravamento di misura (2 italiani e 22 stranieri) e i trasferimenti da altri istituti (12 italiani e 25 stranieri).

È stata inoltre illustrata la situazione relativa all'Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM, la cui attività è la presa in carico dei minori e giovani adulti (maggiorenni under 25 che hanno compiuto il reato durante la minore età) segnalati dall'Autorità giudiziaria, essenzialmente attraverso la Messa alla Prova, che ha riguardato 750 persone. L'USSM ha preso in carico, nel 2013, 906 persone, tra le quali 174 africani, 22 latinoamericani, 6 cinesi, 73 romeni e croati, 104 albanesi e bosniaci. 71 i quattordicenni, 139 i quindicenni, 203 i sedicenni, 266 i diciassettenni e 211 i giovani adulti (di età compresa tra i 18 e i 25 anni). Per quella che viene definita "Area penale esterna" (misure alternative alla detenzione) i giovani di etnia italiana sono circa il 50%. Nel 92% dei casi, le valutazioni positive formulate dall'Ussm sui percorsi di recupero (Messa alla Prova) sono state confermate dall'Autorità giudiziaria, richiedendo una proroga nel l'8%. Le valutazioni negative sono state confermate al 66% dei casi, con decisione di prolungamento della Messa alla Prova nel restante 34%. Le Commissioni consiliari proseguiranno nel prossimo periodo il monitoraggio della situazione nel sistema penitenziario torinese, organizzando sopralluoghi e incontri con i titolari delle direzioni carcerarie.

 

 

 

 

 


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