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Viterbo: Radicali in visita trovano sovraffollamento, carenza di organico e mancato rispetto norme

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Il Messaggero, 6 dicembre 2010

 

Rita Bernardini annuncia interrogazione sulla Casa circondariale “Abbiamo trovato sovraffollamento, carenza di organico e mancato rispetto norme ordinamento penitenziario”.
Sovraffollamento, carenza di organico, mancanza assoluta di attività trattamentali e mancato rispetto delle norme dell’ordinamento penitenziario: presenterà un’interrogazione al ministro della Giustizia Angelino Alfano sulla Casa circondariale Mammagialla di Viterbo, la radicale eletta nelle liste del Pd Rita Bernardini, dopo la visita ispettiva effettuata questa mattina con una delegazione composta, oltre che dalla Bernardini, membro della commissione Giustizia della Camera, dal presidente di Casa Pound Italia, Gianluca Iannone, e dal radicale Enrico Salvatori.
“Abbiamo trovato una situazione al collasso - spiega la delegazione - A cominciare da una carenza di personale a dir poco preoccupante: nella casa circondariale operano 150 agenti di polizia penitenziaria in meno rispetto a quanto previsto dalla pianta organica, tutti costretti allo straordinario obbligatorio quotidiano nonostante il loro sia considerato un lavoro usurante. E questo naturalmente si ripercuote sulle attività carcerarie anche per motivi di sicurezza, tanto che nel carcere non si fanno attività trattamentali, che invece sono fondamentali per il reinserimento del condannato.
A generare forti criticità - prosegue la delegazione - è anche il fatto che il Mammagialla ospiti diverse tipologie di detenuti: tra i 750 reclusi ci sono detenuti con il 41 bis, detenuti in regime di alta sicurezza, detenuti con condanna definitiva e circa 50 ergastolani, e per chi organizza la sicurezza interna del carcere è difficile mantenerli separati. Così ci si trova nella situazione paradossale che ergastolani coabitino nella stessa cella con detenuti comuni o addirittura con reclusi in stato di carcerazione preventiva, con le conseguenze immaginabili in termini di disagio psicologico. Una situazione peraltro contraria alla legge, visto che il codice stabilisce che gli ergastolani debbano scontare la pena in istituti ad hoc, in isolamento notturno e con l’obbligo di lavorare”.
“Il lavoro è un altro punto dolente - riferisce ancora la delegazione - solo il 10% dei detenuti infatti lavora, e lo fa a rotazione. Nel carcere inoltre ci sono solo cinque educatori e tre psicologi, un numero evidentemente insufficiente a fare fronte alle esigenze dei detenuti. Anche dal punto di vista sanitario la situazione è complicata, oltre che per le carenze di tipo sanitario in senso stretto, anche per la carenza di agenti penitenziari, che costituiscono il personale preposto alle traduzioni dei reclusi, e, visto il loro numero ridotto, potrebbero non essere in grado a far fronte tempestivamente alle emergenze.
Anche perché il Mammagialla ospita 110 reclusi affetti da malattie infettive, compresa epatite B e C, e nove sieropositivi, mentre il 30% dei detenuti è tossicodipendente, e un altro 30% è affetto da patologie di tipo psichiatrico. Il problema più grave resta però il sovraffollamento, dimostrato dal fatto che anche nelle piccole celle da un posto siano sistemati due detenuti con letto a castello, e che venga utilizzato per i detenuti comuni anche un reparto come quello dell’isolamento, che per legge dovrebbe avere finalità completamente diverse.
Una condizione così drammatica che può accadere, come è appunto successo due sere fa, che sei persone arrestate siano costrette a dormire per terra nel corridoio perché il carcere è tutto pieno. Note positive - conclude la delegazione - il buon rapporto tra gli agenti penitenziari e i detenuti, la pulizia del carcere e la professionalità, nonostante le carenze di organico, del personale sanitario. “Situazioni come quella di oggi non vorremmo più doverle vedere - spiega il leader di Cpi Gianluca Iannone - Anche se siamo distanti politicamente dai Radicali concordiamo però sulla necessità di una riforma che, nel rispetto della Costituzione, trasformi le carceri da luoghi di vessazione in luoghi di riabilitazione”, conclude.

 

 

 

 

 


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