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Trento: gli agenti protestano per l’apertura “forzata” del nuovo carcere; siamo 82 invece di 200

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Il Trentino, 16 giugno 2010

Un sit in di protesta venerdì, dalle 9 alle 11 davanti al palazzo della Provincia e dalle 11 alle 12 davanti alla sede dell’ormai vecchio carcere. L’hanno organizzata i sindacati della polizia penitenziaria, preoccupati per il futuro trasloco nella sede di Spini. Il motivo di timore maggiore è rappresentato dalla mancanza di personale. I sindacati senza mezzi termini parlano di “apertura forzata della nuova casa circondariale” vista la penuria di agenti.
Sono 82 quelli, oggi, effettivamente in servizio e per garantire la sicurezza a Spini ne servirebbero altri 200. Da Roma, invece, hanno annunciato l’arrivo solo di 25 unità. Ma quello del personale non è l’unico problema. I sindacati hanno altri due punti che considerano “caldi”. Da una parte c’è la vecchia questione degli impianti di aspirazione. Nonostante le richieste, spiegano le rappresentanze, nulla si è mosso.
Questo significa che, stando così le cose, gli agenti dovrebbero lavorare respirando il fumo delle sigarette dei detenuti che, all’interno delle celle, possono fumare. Ma non solo. A preoccupare c’è anche la vicinanza con i cavi dell’alta tensione rispetto al nuovo carcere. “Dalle visite - spiega Andrea Mazzarese, segretario locale del Sinappe - abbiamo saputo che i cavi dell’alta tensione seguono il muro di cinta a sud e sono molto vicini. Il personale che sarà in servizio su quel muro teme per la propria salute ed è per questo che chiediamo che la situazione sia sanata”. Per far sentire le loro ragioni e sperando di avere delle risposte, hanno così organizzato il sit in di protesta che, come detto, sarà diviso in due fasi.
 

 

 

 

 

 

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