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Torino: con la legge svuota-carceri solo 83 detenuti potranno (forse) lasciare le Vallette

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La Repubblica, 6 dicembre 2010

 

L’hanno chiamata “legge svuota carceri”, entrerà in vigore il 16 dicembre. Ma anche in Piemonte - dove si veleggia oltre quota 5.300 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 3.445 - le “disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori a un anno” non avranno un’incidenza massiccia.
Al Lorusso e Cutugno - ormai stabilmente sopra le 1.600 presenze giornaliere, contro le 1.092 regolamentari e le 1.790 ritenute tollerabili dal ministero - i condannati che hanno i requisiti giuridici per passare a casa gli ultimi dodici mesi di condanna sono 83, pari a circa il 5 per cento. “Questo è il totale teorico degli aventi diritto - spiega il direttore del carcere torinese, Pietro Buffa - ma il numero reale potrebbe scendere. Ogni singola posizione deve essere vagliata dalla magistratura di sorveglianza che valuterà caso per caso se e chi ammettere alla detenzione domiciliare. Noi c’eravamo preparati in tempo. Abbiamo già inoltrato tutti i nominativi e i relativi fascicoli”.
Lo stesso è stato fatto negli altri istituti piemontesi e per la casa di reclusione di Aosta. “Ci siamo mossi quest’estate - racconta Aldo Fabozzi, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria - appena abbiamo avuto notizia dell’approvazione del disegno di legge in materia. Così c’è stato il modo di censire in anticipo i detenuti interessati e di preparare la documentazione. Gli ammissibili sono sulla carta un migliaio. Però, secondo le nostre previsioni, non otterranno la detenzione domiciliare più di 300-350 persone”.
Uno dei requisiti fondamentali è l’avere un indirizzo fisso e controllabile, che sia una abitazione, un luogo pubblico o privato di cura oppure un centro di assistenza e accoglienza. Molti stranieri non hanno alcun punto d’appoggio. E c’è una quota non indifferente di italiani border-line. Però Fabozzi vede anche il bicchiere mezzo pieno. “Anche 300 detenuti in meno sono importanti per migliorare le condizioni di chi resterà dentro”. Nei 13 istituti del Piemonte sono rinchiuse 5.340 persone, quasi metà straniere (2.633). I detenuti in attesa di primo giudizio 992, quelli che aspettano l’appello 620, i ricorrenti in Cassazione 393.

 

 

 

 

 


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