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Porto Azzurro (Li): il teatro come nostra unica legale forma di evasione

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Il Tirreno, 16 giugno 2010

“Teatro come forma di evasione” anzi “come unica forma legale di evasione”, è quel che, attraverso le parole di uno dei detenuti di Porto Azzurro, rappresenta il teatro per chi lo pratica all’interno del carcere un’attività che grazie al lavoro di alcuni volontari hanno modo di fare e conoscere, in una quotidianità che per la maggior parte del tempo è tutta uguale.
Per il Progetto Teatro e Carcere, portato avanti ormai da anni dalla Fondazione Goldoni in collaborazione con Arci, lo spettacolo “The Whale”, azione corale da “Moby Dick” di Herman Melville, è stato rappresentato nel carcere di Porto Azzurro. All’interno di una piccola stanza lunga e stretta, dotata di un palcoscenico, una tastiera ed una chitarra è accaduto però molto di più: non c’è stato solo uno spettacolo ma uno scambio di forti emozioni che ha messo tutti i presenti su uno stesso piano.
Dopo la rappresentazione degli allievi del Laboratorio “Essere o non essere adulti” (1º livello) della Fondazione si sono esibiti una decina di detenuti che in questi mesi hanno lavorato sull’Ariosto e lo hanno recitato, cantato, “rappato” in un clima di condivisione totale, dove tutti si sono messi in gioco. Interesse, coinvolgimento, sorrisi e commozione: questa volta sono stati gli ospiti che sono andati via arricchiti di un’esperienza toccante e molto emozionate che verrà ancora ripetuta.
 

 

 

 

 

 

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