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Lettere: con l’arrivo del grande caldo aumentano inesorabilmente i problemi in carcere

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di Francesco Ceraudo (Direttore del Centro regionale toscano per la salute in carcere)

Ristretti Orizzonti, 16 giugno 2010

Il grande caldo. Con l’arrivo del grande caldo estivo arrivano ed aumentano inesorabilmente i problemi in carcere. Le carceri in Toscana si stanno gonfiando come fiumi in piena e siamo ormai a rischio di tracimazione. Si contano al 10 giugno 2010 4.357 detenuti. Troppi. In queste condizioni impossibili, la tutela della salute diventa un’impresa. Il sovraffollamento costituisce un serio ostacolo al realizzarsi concreto della Riforma.
Alte temperature associate ad elevati valori di umidità costituiscono fattori favorenti la crescita delle muffe e degli acari. Il sovraffollamento poi favorisce il contagio, la diffusione delle malattie infettive,rendendo insufficienti i già precari servizi igienici. Celle allestite per 2, ospitano letti a castello fino a 4 - 5. Talora le direzioni sono costrette a mettere i materassi per terra. A Pisa (al momento sono presenti 402 detenuti, mentre i posti - letto disponibili sono 220) sono state requisite le aule scolastiche. Rimane libero ancora qualche corridoio.
Il 50 - 60% dei detenuti (pari a 2.269) è costituito da extracomunitari (soprattutto Marocco, Tunisia e Algeria) congiuntamente ad una folta schiera di albanesi, romeni e polacchi. Una babele di lingue, di culture, di religioni.
Gravi elementi di turbolenza caratterizzano l’atmosfera di una cella dove i detenuti stentano a muoversi in quanto sono stipati come polli nelle stie. Saltano così tutti gli schemi di trattamento. Saltano tutti gli schemi di controllo medico. L’organizzazione penitenziaria è in ginocchio. Siamo di fronte ad un carcere malato. Bisogna porre molta attenzione nella gestione delle carceri toscane alle soglie di un’estate che si presenta molto impegnativa.
Alcuni Istituti sono al limite del collasso: Pisa; Livorno; Firenze Sollicciano; Prato; Lucca; Pistoia; Montelupo Fiorentino; 2 Istituti (Pontremoli, Empoli) sono addirittura chiusi e il Dap non decide la loro destinazione d’uso, come non si registra ancora alcun movimento in merito al passaggio degli internati toscani di Montelupo Fiorentino a Solliccianino, già previsto dal protocollo d’intesa. Altri istituti sono sottoutilizzati: Gorgona; Porto Azzurro; Massa Marittima; Volterra; Firenze Solliccianino.
Di fronte a questi abissi di necessità cosa si può fare? Richiamerei per un momento le responsabilità soprattutto della Magistratura di Sorveglianza per il riconoscimento di pene alternative al carcere e per mandare a casa i detenuti malati. Sono veramente incomprensibili ed ingiustificabili le attuali posizioni di totale chiusura anche di fronte ad importanti relazioni di incompatibilità con il carcere. Si richiamano le responsabilità del Governo sulle conseguenze nefaste della legge sulla droga e sulla clandestinità.
Si richiede con viva premura l’applicazione sostanziale delle direttive contemplate nella circolare 3620/6070 del 6.07.2009 a firma del capo del Dap Ionta, laddove si prospetta la necessità di individuare in prospettiva della stagione estiva spazi detentivi a gestione aperta,aumentare le ore d’aria e di socialità,lasciare i blindati aperti per favorire correnti d’aria.
Si impone particolare attenzione perché venga assicurata la costante erogazione e fruizione dell’acqua potabile,provvedendo nei casi di eventuale carenza idrica per cause di forza maggiore, ai necessari approvvigionamenti integrativi.
Bisogna agevolare la disponibilità di ghiaccio per i frigoriferi di sezione per rendere disponibile l’acqua fresca durante tutto l’arco della giornata. Bisogna compier ogni sforzo al fine di aumentare il tempo di permanenza dei detenuti nelle aree e nei luoghi destinati ad attività sportive e ricreative. È necessario installare condizionatori d’aria nelle sezioni per scongiurare l’eccessivo riscaldamento degli ambienti. Si dovrà attentamente predisporre che non vi sia una riduzione nella presenza complessiva degli Operatori Sanitari per le ferie con particolare riferimento allo Specialista Psichiatra, assicurando sempre adeguata sostituzione.
È evidente che l’impatto con la struttura penitenziaria, il distacco dalla propria famiglia, dal proprio ambiente sociale, il distacco dalla propria quotidiana realtà, la mancanza di informazioni sulla posizione giuridica che ha causato la carcerazione e la conseguente incertezza sul proprio futuro possono causare sentimenti di abbandono e di disorientamento, al punto da rendere il soggetto particolarmente vulnerabile.
Gli elementi di rischio auto lesivo aumentano poi nei casi di soggetti tossicodipendenti o alcol dipendenti oppure affetti da disturbi psichiatrici. Bisogna porre particolare attenzione. Tali condizioni di rischio devono essere valutate nel contesto del singolo soggetto. Acquisisce importanza l’accoglienza per i nuovi giunti dalla libertà con particolare riferimento allo staff multidisciplinare che deve intervenire con tempestività per una immediata presa in carico. Pur nella consapevolezza della gravità della attuale situazione degli istituti penitenziari caratterizzata da un sovraffollamento ingravescente, occorre profondere ogni sforzo affinché i principi ispiratori della Riforma della Medicina Penitenziaria trovino puntuale applicazione.
 

 

 

 

 


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