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Giustizia: Sappe; legge su detenzione domiciliare segnale rilancio sistema

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Adnkronos, 18 novembre 2010

 

"Questo provvedimento può essere un’occasione d’oro per sanare seppur parzialmente le gravi carenze di organico della Polizia Penitenziaria, quantificate in oltre 6mila unità, e per dare un primo concreto segnale ad un sistema, quello penitenziario, rimasto per molto tempo senza alcun intervento sostanziale, oltre la fallimentare e disastrosa esperienza dell’indulto".

È quanto afferma Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, in merito al Ddl sulla detenzione domiciliare approvato ieri sera in via definitiva al Senato. Il provvedimento, che riguarderà circa 7mila detenuti, consentirà di scontare presso il domicilio, una struttura sanitaria pubblica o una struttura privata accreditata, le pene non superiori ad un anno. È prevista inoltre l’assunzione di circa 2.000 nuovi agenti di Polizia Penitenziaria.
"Oggi in carcere ci sono più di 69mila detenuti per poco più di 43mila posti letto - prosegue Capece - e la misura deflattiva che prevede la possibilità di scontare ai domiciliari l’ultimo anno di pena residua inciderà su circa 8mila detenuti. È certamente positiva la trasversalità politica raggiunta sui temi penitenziari, e ringrazio per questo la sensibilità di tutti i gruppi ed in particolare i parlamentari che hanno avuto la cortesia di citare nei loro interventi in aula il sindacato Sappe e la mia persona".
Capece auspica che "il provvedimento abbia garanzie sull’adeguata copertura finanziaria per pagare gli stipendi ai previsti 1.800 nuovi agenti di Polizia penitenziaria. Bene ha fatto il senatore Pedica dell’Idv, che conosce i nostri problemi ed infatti era con noi a manifestare a Roma davanti alla sede del Dap il 19 ottobre scorso per le problematiche del Corpo, a chiedere garanzie precise a Governo e maggioranza per la copertura finanziaria fissa e continuativa che concretamente garantirà le nuove assunzioni".
"I poliziotti penitenziari del Sappe sono stanchi - conclude Capece - stanchi di essere stati e di essere presi in giro sulle più volte annunciate 2mila assunzioni; stanchi dall’assenza di provvedimenti concreti del mondo della politica nonostante il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri sullo stato di emergenza conseguente all’eccessivo affollamento degli istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale sia del 13 gennaio scorso; stanchi di non essere pagati per lavoro straordinario e servizi di missione obbligati ad assicurare; stanchi di non avere neppure vestiario e automezzi adeguati ai delicati compiti istituzionali. La Polizia penitenziaria ed il sistema carcere hanno urgente bisogno di provvedimenti concreti. E ieri sera forse qualcosa di concreto per il sistema è stato fatto".

 

 

 

 

 

 

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