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Giustizia: mondo delle carceri in subbuglio, anche i direttori minacciano lo sciopero

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di Simona Carandente

 

www.ilmediano.it, 18 novembre 2010

 

Il "Piano Carceri", presentato come innovativo non solo per le strutture ma per i contenuti, si è limitato invece, solo ad imbiancare qualche muro di chissà quale carcere. Forse scioperano i direttori penitenziari.

Vi sono tematiche di ampio respiro, afferenti al contesto giuridico-penitenziario, che rischiano di sembrare ridondanti, talvolta anche ripetitive, monotone. Eppure, nonostante la larghissima diffusione dei mezzi di informazione e comunicazione, nonostante le belle parole profuse a destra e manca, rischiano di rimanere lettera morta, come tante altre promesse non mantenute da chi ne aveva, e tuttora ne ha, ampia facoltà.
In questi giorni, la problematica relativa al fantomatico "Piano Carceri" ha scosso le coscienze dei vertici dell’amministrazione penitenziaria che, attraverso l’organismo sindacale che li rappresenta (Sidipe) hanno proclamato lo stato di agitazione, con possibilità di indire a breve uno sciopero di vastissima portata. Parole al vento, ancora una volta. Il famoso e famigerato programma, che avrebbe visto il riassetto generale delle carceri italiane, dal punto di vista architettonico ma soprattutto nei contenuti, si è limitato a rimbiancare le mura di qualche sporadico padiglione, in chissà quale istituto, rendendo la situazione a dir poco "tragicomica".
Il problema del sovraffollamento è solo la punta dell’iceberg. Profonde, e di ampio spessore, sono le enormi difficoltà del mondo penitenziario, talmente evidenti da essere certificate dal Governo, lo scorso 13 gennaio, attraverso la dichiarazione dello stato di emergenza. Gravi appaiono altresì le carenze di risorse finanziarie ed umane, tra cui spiccano le assunzioni di migliaia di nuovi agenti della Polizia penitenziaria, annunciate continuamente ma delle quali, al di là dell’ingresso di poche centinaia di unità, non vi è affatto traccia. Discorso analogo per la costruzione di nuove carceri che, al di là di qualche sporadica dichiarazione di intenti, continua a rimanere lettera morta.
Del resto, non tutti sanno che le assunzioni in ambito penitenziario sono bloccate da anni; che non vi è alcun segnale circa la programmazione di concorsi per diventare direttore penitenziario, figura per cui non si indice un concorso, nel nostro paese, da ben 13 anni, contrariamente a quanto avviene in altri rami del settore giustizia; che, parimenti, è mortificata ogni speranza di riqualificazione del personale già in servizio.
Si legge nella nota del Sidipe che, a fronte dell’ulteriore mancanza di segnale positivo da parte del Ministro della funzione pubblica o di quello della Giustizia, si arriverà all’ipotesi estrema di proclamazione dello sciopero di tutti i direttori penitenziari, che garantiranno altresì ogni più ampia partecipazione a dibattiti, proteste, iniziative pubbliche di sensibilizzazione, nel comune obiettivo di dare alla popolazione, carceraria e non, un segnale di profondo cambiamento.

 

 

 

 

 

 

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