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Firenze: gli Enti locali contro la gestione dell’Ipm; solo punizione e niente rieducazione

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Redattore Sociale, 14 ottobre 2010

Esplode la polemica sul carcere Meucci. Coniglio: “Personale penitenziario senza motivazioni”. Di Giorgi: “I detenuti hanno soltanto 15 anni ma non possono uscire neanche per una mostra”.
A Firenze scoppia la polemica sul carcere minorile Meucci. Le istituzioni locali, provincia e comune in primis, accusano la direzione dell’istituto. “Mancano gli operatori sociali e il personale penitenziario non è motivato” incalza l’assessore provinciale al sociale Antonella Coniglio; “Manca l’istruzione di base e i ragazzi non escono mai dal carcere: mai una mostra, uno spettacolo, un evento” aggiunge l’assessore comunale all’istruzione Rosa Maria Di Giorgi.
Sono circa 20 gli under 18 detenuti nell’istituto minorile di via degli Orti Oricellari, la maggior parte dei quali di origine straniera, tutti reclusi per piccoli reati.
“Tutto è inquadrato in termini di sicurezza, non sociale ma militare - dice l’assessore Coniglio - È necessario rimotivare il personale civile e penitenziario che quotidianamente lavora con i giovani detenuti. Aldilà della carenza di risorse economiche, scarseggiano le risorse umane in un settore dove c’è sempre più bisogno di interrogarsi su quello che sarà lo scenario futuro”.
Per l’assessore comunale Di Giorgi, l’impegno dell’amministrazione comunale non è corrisposto da un’altrettanta responsabilità della direzione carceraria: “Se non fosse per il recente impegno del comune, al Meucci non sarebbe garantita neppure l’istruzione di base - spiega Di Giorgi - Per noi il carcere minorile è una scuola e, come tale, deve far parte del sistema formativo della città, con la quale i giovani detenuti hanno il diritto di interagire”. Di Giorgi invita la direzione carceraria a predisporre piani per permettere ai detenuti di uscire con regolarità dall’istituto. “Dovete inventarvi qualcosa che permetta ai ragazzi di vivere la città.
Hanno soltanto 15 anni e non possono neppure uscire per una mostra, un concerto, uno spettacolo, una partita allo stadio. Il comune mette a disposizione operatori sociali in grado di accompagnarli fuori, ma serve il consenso e la collaborazione dell’amministrazione penitenziaria”.
 

 

 

 

 


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