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Emilia Romagna: Severino; dopo terremoto 350 detenuti da trasferire e agenti di rinforzo

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Dire, 4 giugno 2012

 

Le carceri dell'Emilia-Romagna, e in particolare quelle di Modena e Bologna, saranno "alleggerite" dopo gli eventi sismici delle ultime settimane, in modo tale da aiutare gli operatori carcerari "in questo difficile momento".

Contemporaneamente, verranno fatti arrivare agenti da fuori per permettere turni di riposo più accettabili. Lo annuncia il ministro della Giustizia, Paola Severino, oggi a Bologna per visitare il carcere della Dozza. "Questa mattina abbiamo disposto alcuni spostamenti fuori dall'area, per alleggerire il numero dei detenuti e dare sollievo in una situazione già difficile", spiega il ministro.

I numeri precisi sono ancora da definire, ma "dalle carceri di Bologna e Modena saranno spostati 300 - 350 detenuti che andranno fuori regione". Allo stesso tempo, "sono state sospese le nuove assegnazioni. A Bologna e Modena, dunque, per un po' non ci saranno nuovi arrivi.

Per quanto riguarda invece la Polizia penitenziaria, "faremo venire agenti da fuori per dare a voi - dice Severino in una breve conferenza alla Dozza alla presenza della direttrice Ione Toccafondi e delle rappresentanze dei lavoratori - turni di riposo un po' più rasserenanti per stare vicini alle vostre famiglie in questo momento così difficile".

La misura è stata decisa questa mattina, dopo l'ultima scossa di ieri sera, "per portare un po' di serenità che manca, a maggior ragione visto il protrarsi delle scosse che hanno effetti destabilizzanti". L'obiettivo è la riduzione dei numeri delle carceri, ma il pensiero è soprattutto per i familiari degli agenti di Polizia penitenziaria e alla loro "preoccupazione, in un momento già angosciante, per voi che siete qui ad adempiere al vostro compito e non vi potete muovere".

Le carceri dell'Emilia - Romagna, e in particolare quelle di Modena e Bologna, saranno "alleggerite" dopo gli eventi sismici delle ultime settimane, in modo tale da aiutare gli operatori carcerari "in questo difficile momento".

Contemporaneamente, verranno fatti arrivare agenti da fuori per permettere turni di riposo più accettabili. Lo annuncia il ministro della Giustizia, Paola Severino, oggi a Bologna per visitare il carcere della Dozza. "Questa mattina abbiamo disposto alcuni spostamenti fuori dall'area, per alleggerire il numero dei detenuti e dare sollievo in una situazione già difficile", spiega il ministro. I numeri precisi sono ancora da definire, ma "dalle carceri di Bologna e Modena saranno spostati 300 - 350 detenuti che andranno fuori regione". Allo stesso tempo, "sono state sospese le nuove assegnazioni. A Bologna e Modena, dunque, per un po' non ci saranno nuovi arrivi.

Per quanto riguarda invece la Polizia penitenziaria, "faremo venire agenti da fuori per dare a voi - dice Severino in una breve conferenza alla Dozza alla presenza della direttrice Ione Toccafondi e delle rappresentanze dei lavoratori - turni di riposo un po' più rasserenanti per stare vicini alle vostre famiglie in questo momento così difficile".

La misura è stata decisa questa mattina, dopo l'ultima scossa di ieri sera, "per portare un po' di serenità che manca, a maggior ragione visto il protrarsi delle scosse che hanno effetti destabilizzanti". L'obiettivo è la riduzione dei numeri delle carceri, ma il pensiero è soprattutto per i familiari degli agenti di Polizia penitenziaria e alla loro "preoccupazione, in un momento già angosciante, per voi che siete qui ad adempiere al vostro compito e non vi potete muovere".

 

Aperte porte celle carceri h 24 per evitare angoscia su angoscia

 

Per evitare di aggiungere "angoscia su angoscia" ai detenuti che vivono all'interno delle carceri dell'Emilia Romagna il dramma del terremoto che ha colpito la regione, già da giorni "tutte le porte delle celle rimangono aperte giorno e notte". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Paola Severino, in visita al carcere de La Dozza a Bologna.

"Non si può aggiungere l'angoscia" che deriva dalle continue scosse telluriche che si registrano in questi giorni "all'angoscia della claustrofobia" che può vivere una persona detenuta dentro celle di piccole dimensioni. Per questo il ministro ha spiegato che, come prima misura, è stata presa quella di tenere aperte almeno le porte delle celle: "In modo che il detenuto veda che c'è comunque una via di uscita... è un seppur minimo sollievo". Incontrando gli agenti di polizia penitenziaria assieme al direttore del carcere bolognese Ione Toccafondi, Severino ha precisato che sono già state eseguite le verifiche di agibilità in tutte le carceri della regione e tutte hanno avuto "riscontri rassicuranti".

 

 

 

 

 


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